mercoledì 29 aprile 2009

Il Dipartimento PAU sui luoghi del sisma de L’Aquila

Il Dipartimento PAU di Reggio Calabria ha preso parte alle operazioni di intervento tecnico di emergenza presso i luoghi colpiti dal sisma de L’Aquila, garantendo a RELUIS (Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica), sotto il Coordinamento del Dipartimento Protezione Civile, la continuità operativa di una squadra, coordinata dal prof. arch. Vittorio Ceradini e composta da docenti, ricercatori e laureati del Corso di Laurea in Storia e Conservazione dei Beni Architettonici ed Ambientali, impegnata sia nella valutazione dell’agibilità di scuole e di altri edifici di interesse pubblico, sia nella determinazione degli interventi immediati per la salvaguardia degli edifici di interesse storico artistico di tutto l’aquilano.
La squadra del PAU è stata una delle prime ad intervenire e continua ad operare per la sicurezza e conservazione di una delle più belle città italiane e il suo territ
orio fatto di piccoli centri e monumenti fra i più importanti della storia dell’arte del costruire.
I rilievi e i sopralluoghi della squadra PAU hanno portato ad evidenziare come la maggior parte dei casi di danneggiamento e di crollo hanno in comune l’insufficiente capacità di lettura tecnica dell’edificato esistente nella sua evoluzione storica, associato alla mancanza di lettura della storia sismica del luogo.
Le immagini, scattate dalla squadra durante i sopralluoghi, sono emblematiche di tale evidenza.
E’ proprio in queste drammatiche circostanze che appare maggiormente evidente il problema della professionalità.
Definire gli interventi in termini quantitativi, con dei programmi di calcolo preconfezionati, è certamente più semplice ed esime il progettista da ogni responsabilità; operare in termini qualitativi, vuol dire riconoscere la filosofia strutturale dell’edificio antico, comprendere le cause
dei dissesti e ripararli con tecniche tradizionali (che comprendono i tiranti e la connessione delle facciate tra loro e con i solai). I criteri seguiti dagli antichi costruttori, nei secoli in cui l'architettura era muraria, non contengono la possibilità di una valutazione quantitativa della sicurezza, ritenuta raggiungibile attraverso la qualità del progetto e della sua esecuzione.
Di qui l'importanza di una maggiore cultura storica nei progettisti.
E’ a questo scopo che, oltre vent’anni fa nella Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, area fortemente sismica, con il Corso di laurea in “Storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali” è stata creata la figura professionale del “Conservatore”, oggi impegnata anche sui luoghi del sisma aquilano.

prof. arch. Simonetta Valtieri
Ordinario di Restauro architettonico
Direttore del Dipartimento Patrimonio Architettonico e Urbanistico
Università Mediterranea di Reggio Calabria

0 commenti:

Posta un commento

É consigliato inserire la firma.
I commenti sono moderati, perciò non immediatamente visibili.