mercoledì 15 aprile 2009

Urbanistica e legalità, incontro con Nicola Gratteri



Politicamente scorretto. E orgoglioso di esserlo. Una etichetta che non gli dispiace se si intende parlar chiaro in fatto di lotta alla 'ndrangheta.

Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, ha raccontato a studenti e docenti riuniti oggi pomeriggio nell'Aula magna di Ateneo, la storia della più organizzata famiglia criminale, dalle origini ai giorni nostri. Non ha avuto bisogno di leggere: date e dati, cognomi, parentele e omicidi sono nella sua memoria che contiene l'archivio di tutta la malavita locale con i relativi intrecci politici, massonici ed economici.

Ad organizzare l'incontro il prof. Enrico Costa, cha ha così voluto riprendere il discorso iniziato dal procuratore Grasso nella stessa sede, durante l'inaugurazione dell'anno accademico, come la preside Fatta ha ricordato.
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Un magistrato antimafia in una conferenza sull’urbanistica?

La mafia, la ‘ndrangheta, è presente dove c’è da gestire denaro e potere. Nell’urbanistica e nell’edilizia la ‘ndrangheta è dentro mani e piedi. Cioè non esiste una fiumara in Calabria che non sia gestita al 99% dalla ‘ndrangheta.

E’ presente anche nell’edilizia e nelle grandi opere pubbliche, quanto meno come nolo a freddo, come trasporto di inerti, come fornitura di calcestruzzi. Quindi c’entra eccome.

Il procuratore nazionale antimafia ha lanciato l’allarme per le infiltrazioni mafiose nella ricostruzione dell’Abruzzo. E’ un allarme giustificato?

Le mafie sono presenti dove c’è da gestire denaro e potere. In Abruzzo si gestirà denaro e potere ed è ovvio che la ‘ndrangheta non starà a guardare. Se può, e probabilmente ce la metterà tutta, entrerà nella ricostruzione con ditte prestanome, quantomeno nella fornitura di inerti, nel nolo a freddo e quindi sarà presente come lo è stata presente sinora nelle grandi e medie opere pubbliche.

Lo scorso anno all’inaugurazione dell’anno accademico l’Ateneo ha scelto il tema della legalità e dell’antimafia, e in questa aula ha parlato il procuratore Grasso. Cosa può fare l’università su questo fronte?

Formare i giovani architetti non solo dal punto di vista tecnico, ma dal punto di vista etico. Perché gli architetti, come gli ingegneri, come i geometri, sono delle categorie a rischio perché nel mondo dell’edilizia sono quasi sempre a contatto con le organizzazioni criminali, attraverso delle imprese prestanome o delle imprese gestite dalla ‘ndrangheta.

Adesso si parla del pericolo Abruzzo, ma quanto incide la ’ndrangheta sulle costruzioni e sull’urbanistica nel nostro territorio?

Se ne parla poco, ma il problema è soprattutto normativo. Non ci strumenti proporzionati a questa realtà criminale.
La ‘ndrangheta è presente nel mondo dell’edilizia perchè c’è da gestire denaro e potere. La Calabria e la provincia di Reggio Calabria non fanno eccezione a questa regola. Uno dei settori privilegiati di presenza della ‘ndrangheta è quello appunto dell’imprenditoria. Mi è capitato di indagare su alcune opere pubbliche, come la costruzione di gallerie, è il prezzo che l’impresa paga alla criminalità si traduce spesso in una difformità dell’opera: terra al posto di cemento.


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L'incontro è stato introdotto dalla preside della Facoltà di Architettura Francesca Fatta che ha voluto ricordare il messaggio di Pietro Grasso: vivere la quotidianità nell'impegno è il primo modo per combattere le mafie.



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Enrico Costa ha letto un messaggio di saluto di Alessandro Bianchi, quindi ha giustificato l'attualità di urbanistica e legalità, soffermandosi sul ruolo dell'urbanista, impegnato a disegnare il territorio ben oltre la dimensione tecnicista.



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L'intervento di Nicola Gratteri


1. Dalla picciotteria alla Santa: "Alla fine capirete che la vera forza della 'ndrangheta è l'osservanza ortodossa delle regole, l'ossessione all'osservanza delle regole"

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2. Dalla Santa ai quadri della pubblica amministrazione: "Nel mentre i figli degli 'ndranghetisti sono andati all'università e quindi, chi perchè ha studiato chi facendo vedere la pistola sotto o sopra il tavolo, si sono laureati"

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3. Gli interessi della 'ndrangheta nelle opere pubbliche: "La mazzetta cos'è: la difformità all'opera, in una galleria il cemento anzichè al 400% era al 150%, le fondamenta dei pilastri erano più corte di 7 metri, il solaio era più stretto di 12 centimetri...In Calabria un km di gallerie è costato più di un km nel Canale della Manica"

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4. Dalle case di acqua e sabbia all'usura: "solitamente i locali di 'ndrangheta confinano con il letto delle fiumare. In ogni fiumara di 'ndrangheta c'è almeno un silos gestito da una famiglia di 'ndrangheta... se l'impresa che deve realizzare l'opera si ritrova il cemento di acqua e sabbia non potrà nemmeno protestare"
"Fino a 20 anni fa era disonorevole per la 'ndrangheta fare usura perchè veniva considerato poco onorevole approfittare dei bisogni della gente"

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5. Il Riciclaggio: "perchè per la 'ndrangheta è importante rilevare questo negozio?. Perchè ci sono molti più negozi di quelli che servirebbero?"


6. Magistratura e democrazia: "I cittadini devono stare vicini alle istituzioni: io non sono d'accordo, sono le istituzioni che devono stare vicini ai cittadini"


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