mercoledì 29 aprile 2009

Il Dipartimento PAU sui luoghi del sisma de L’Aquila

Il Dipartimento PAU di Reggio Calabria ha preso parte alle operazioni di intervento tecnico di emergenza presso i luoghi colpiti dal sisma de L’Aquila, garantendo a RELUIS (Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica), sotto il Coordinamento del Dipartimento Protezione Civile, la continuità operativa di una squadra, coordinata dal prof. arch. Vittorio Ceradini e composta da docenti, ricercatori e laureati del Corso di Laurea in Storia e Conservazione dei Beni Architettonici ed Ambientali, impegnata sia nella valutazione dell’agibilità di scuole e di altri edifici di interesse pubblico, sia nella determinazione degli interventi immediati per la salvaguardia degli edifici di interesse storico artistico di tutto l’aquilano.
La squadra del PAU è stata una delle prime ad intervenire e continua ad operare per la sicurezza e conservazione di una delle più belle città italiane e il suo territ
orio fatto di piccoli centri e monumenti fra i più importanti della storia dell’arte del costruire.
I rilievi e i sopralluoghi della squadra PAU hanno portato ad evidenziare come la maggior parte dei casi di danneggiamento e di crollo hanno in comune l’insufficiente capacità di lettura tecnica dell’edificato esistente nella sua evoluzione storica, associato alla mancanza di lettura della storia sismica del luogo.
Le immagini, scattate dalla squadra durante i sopralluoghi, sono emblematiche di tale evidenza.
E’ proprio in queste drammatiche circostanze che appare maggiormente evidente il problema della professionalità.
Definire gli interventi in termini quantitativi, con dei programmi di calcolo preconfezionati, è certamente più semplice ed esime il progettista da ogni responsabilità; operare in termini qualitativi, vuol dire riconoscere la filosofia strutturale dell’edificio antico, comprendere le cause
dei dissesti e ripararli con tecniche tradizionali (che comprendono i tiranti e la connessione delle facciate tra loro e con i solai). I criteri seguiti dagli antichi costruttori, nei secoli in cui l'architettura era muraria, non contengono la possibilità di una valutazione quantitativa della sicurezza, ritenuta raggiungibile attraverso la qualità del progetto e della sua esecuzione.
Di qui l'importanza di una maggiore cultura storica nei progettisti.
E’ a questo scopo che, oltre vent’anni fa nella Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, area fortemente sismica, con il Corso di laurea in “Storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali” è stata creata la figura professionale del “Conservatore”, oggi impegnata anche sui luoghi del sisma aquilano.

prof. arch. Simonetta Valtieri
Ordinario di Restauro architettonico
Direttore del Dipartimento Patrimonio Architettonico e Urbanistico
Università Mediterranea di Reggio Calabria

martedì 28 aprile 2009

La Carta archeologica georeferenziata


Il 27 aprile nel Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio è stato presentato il progetto A.P.Q. Sistema Informativo per le aree archeologiche della Città di Reggio Calabria, testi, progetto e direzione della prof.ssa Francesca Martorano, docente della Facoltà di Architettura della Mediterranea.


Per il raggiungimento di un obiettivo così complesso si mostrava fondamentale l’elaborazione di una Carta archeologica georeferenziata della città dalle caratteristiche innovative. La scrupolosa ricerca archivistica e bibliografica che è stata effettuata consente di possedere oggi le informazioni più aggiornate e attendibili sull’ubicazione dei siti archeologici del Comune.

Il risultato è confluito nel volume a stampa (Iiriti editore) con CD rom allegato, che contiene la schedatura dei siti, accompagnata da testi esplicativi delle metodologie adottate per l’esecuzione e da testi di approfondimento sulla storia delle ricerche e sulla ricostruzione della dimensione della città in età antica e medievale.

Va soprattutto considerato che la Carta archeologica di Reggio in età greca, romana e bizantina è stata associata ad un database con il censimento dei siti archeologici e dei reperti messi in luce sino ad oggi nel territorio comunale. Ciò ha permesso l’implementazione nel Sistema Informativo Territoriale (SITCO) già in possesso dell’Amministrazione Comunale, ed il sistema di divulgazione e informazione dei dati raccolti consultabile con i moderni sistemi di interrogazione informatica (realizzazione Kosmos, giovane società informatica che ha affinato la preparazione collaborando con il Laboratorio di Geomatica della Facoltà di Ingegneria della Mediterranea).

L’opera è il primo esempio in Calabria di informazione e divulgazione della conoscenza archeologica, e quindi storica, del territorio mediante strumenti informatici. Sarà messa a disposizione dei turisti e dei cittadini attraverso moderne postazioni multimediali (totem), che potranno essere interrogate direttamente in modalità touch screen per ottenere informazioni sia sui periodi storici della città che sulle tipologie dei rinvenimenti.

















A completamento del progetto verranno illustrati venti siti particolarmente significativi per l’archeologia urbana. Pieghevoli e tabelloni saranno installati nei luoghi della scoperta su supporti mono e tridimensionali. Tra i siti illustrati, solo 5 all’interno della città (Mura greche sul Lungomare, Mura greche al Trabocchetto, Terme romane sul Lungomare, Odeon in via XXIV maggio, Santuario Griso Laboccetta) e 2 extraurbani (Occhio di Pellaro, Pellaro) conservano tracce dei ruderi, ma l’istallazione in loco dei tabelloni consentirà di ricostruire idealmente il passato in luoghi oggi profondamente mutati.

La carta archeologica georeferenziata della città, sia in formato digitale che cartaceo, diviene così un mezzo di divulgazione destinato a soddisfare un’ampia fascia di utenza.


La realizzazione del Sistema Informativo rientra nell’intervento denominato Archeologia urbana e preesistenze architettoniche nella città di Reggio Calabria, finanziato con fondi POR Calabria 2000-2006, APQ Beni e Attività culturali per il territorio della Regione Calabria, Asse II - Beni Culturali, coordinato dall’Unità Organizzativa Manutenzione Lavori Pubblici del Comune: Dirigente arch. Marcello Cammera, R.U.P. arch. Domenico Macrì e arch. Daniela Neri.


Fig. 1 Copertina del volume a stampa
Fig. 2 Interrogazione SITAR
Fig. 3 Totem
Fig. 4 Home page Totem
Fig. 5 Prima schermata di interrogazione Totem
Fig. 6 Pieghevole illustrativo delle terme romane, esterno
Fig. 7 Pieghevole illustrativo delle terme romane, interno
Fig. 8 Esempio di pannello illustrativo tridimensionale: Santuario Griso Laboccetta
Fig. 9 Esempio di pannello illustrativo monodimensionale: scoperte in area Miramare - Palazzo Guarna





Pannello monografico area Miramare e Palazzo Guarna









martedì 21 aprile 2009

La rete degli atenei del Mezzogiorno

Rassegna stampa: CalabriaOra - Quotidiano - Gazzetta del Sud

Conferenza stampa a doppio binario oggi al Rettorato.
Massimo Giovannini ha presentato i primi risultati della
riunione di ieri a cui hanno partecipato i rappresentanti di 16 università università delle otto regioni meridionali, che rappresentano il 30 percento degli studenti universitari italiani.
Non è una risposta ad Aquis, ha tenuto a sottolineare il rettore, e non è una corporazione, ma il tentativo di raccogliere le forze per cogliere le opportunità dei Pon ricerca e produttività, coordinare il rapporto con le regioni e riaffermare il ruolo degli atenei meridionali come "fortini di legalità", elemento non inquadrabile nei parametri che il Ministero sta mettendo in atto nella distribuzione dei fondi. Nell'incontro di ieri si è anche parlato di crisi economica e federalismo con riferimento alle novità del nuovo sistema perequativo e delle incognite che si porranno per il sistema universitario del Mezzogiorno.






"Dentro le università si discute di libertà di pensiero, di libertà d'impresa. Si discute delle stesse cose di cui si discute ad Harward o a San Francisco: i problemi della ricerca scientifica, della salute, dell'energia, ecc."





"Quando i nostri studenti escono dalle aule e si confrontano col territorio si scontrano con i valori imposti dalla criminalità. Questo accomuna le regioni del Sud assieme alla mancanza di ricchezza e di opportunità"





"Gli indicatori di contesto sono fatti dalle università del Nord. Uno di questi è la capacità di piazzare i propri laureati sul mercato del lavoro. Ma è una difficoltà dell'università o, piuttosto, del territorio?"






"Questa iniziativa cozzerà contro una certa ritrosia di alcune università a mischiarsi con le atre, perché alcune pensano che in un momento di difficoltà come questo è meglio chiudersi. Noi abbiamo invece scelto di allearci e di aprirci verso atenei molto molto più grandi"






Dopo l'intervento del rettore, la dottoressa Daniela Dattola, responsabile delle Relazioni internazionali, ha ricordato il recente accordo con l'Universita di Santiago de Compostela (Spagna) e la visita della professoressa M. Teresa Carballeira Rivera.


“Stiamo lavorando quotidianamente per realizzare quanto gli organi accademici hanno tracciato all’interno del piano strategico con particolare attenzione ai servizi agli studenti”, con queste parole il direttore amministrativo Antonio Romeo, ha introdotto il suo intervento alla conferenza stampa odierna per illustrare poi i fronti d'intervento su cui l’Ateneo sta lavorando:
1. La casa dello studente sarà completata con un cofinanziamento ministeriale e consentirà di quadruplicare i posti letto esistenti, di allestire la mensa e palestre per gli studenti. Il progetto esecutivo è stato approvato dal Consiglio di amministrazione dell’Ateneo e, dopo il via libera dell’Aterp, sarà espletata la gara d’appalto nel periodo estivo.
2. Universibus, il servizio di trasporto per gli studenti, è già attivo ed è in fase di monitoraggio. Ha sottolineato come adesso, dopo alcune fasi alterne e grazie all’intervento della Regione, è un servizio stabile e contribuisce alla crescita dei trasporti nel territorio.
3. I servizi web. Dopo le iscrizioni on line e la casella di posta elettronica per tutti gli studenti, il prossimo obiettivo è il completo monitoraggio delle carriere al fine di abbassare il tasso di abbandono degli studi universitari e i tempi di studio per la laurea (uno degli indicatori per l’accesso ai fondi ministeriali).
4. Allestimento di una struttura di aggregazione per gli studenti collocata sotto l’aula magna di Ateneo in cui sarà presente una palestra attrezzata, una biblioteca-emeroteca informatizzata, punti di ristoro e studio aperti fino a tarda sera.
5. Realizzazione delle opere di urbanizzazione per la cittadella universitaria grazie ai fondi del decreto Reggio (10 milioni di euro) per completare il disegno iniziale di Quistelli: un campus universitario.

L’ultimo capitolo del suo intervento lo ha dedicato alle difficoltà economiche sulle spese correnti che l’Ateneo deve affrontare insieme alla maggior parte delle università meridionali. Atenei, come il nostro, che dipendono quasi esclusivamente dai fondi ministeriali.
Le difficoltà a cui la Mediterranea andrà incontro non dipendono da una mancanza di progettualità, ma dal contesto in cui opera e da decisioni come quella di legare una cospicua parte dei fondi ministeriali a parametri difficilmente raggiungibili dalle università che operano al Sud.
Dalla riduzione dei fondi ordinari e dall’incremento di quelli legati all’incentivazione dipende anche lo sbandierato sforamento del 90% di spese per il personale: “L’unica via che ci rimane è quella di continuare a ridurre le spese correnti”.

venerdì 17 aprile 2009

Gratteri, la mafia e il pessimismo terapeutico

di Enrico Costa


Mercoledì, nell’Aula Magna d’Ateneo “Antonio Quistelli”, eravamo in molti, certamente più del consueto, in un silenzio quasi assordante.

Il silenzio e l’attenzione delle occasioni veramente importanti, quando tutto il tuo essere è totalmente preso e coinvolto.

Un silenzio significativo, inconsueto nelle odierne aule universitarie, perché stavolta nessuno era lì per mostrarsi, solo per poter dire “io c’ero”, ma per esserci davvero. Tutti erano attenti, nessuno voleva perdersi neanche una battuta.

Non a caso a discutere di “Urbanistica e Legalità”, in un incontro pubblico con il dott. Nicola Gratteri, Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Reggio Calabria, eravamo riuniti nell’aula più importante, quella che porta il nome di quel Rettore, indimenticato ed indimenticabile, che con presenza, impegno e dedizione ha saputo creare quella realtà importante che è oggi la “Mediterranea”.

Una grande sala affollata di studenti, dottorandi, dottori di ricerca, giovani docenti, ricercatori e professori. Ma anche comuni cittadini, studenti delle scuole medie superiori, ed anche una qualificata delegazione della Giunta Comunale.

Un’Aula Magna tanto affollata quanto attenta, immersa in quell’attenzione, attraversata da quella tensione che è propria di chi non se ne vorrebbe mai andare, che non si stancherebbe mai di ascoltare, interrogare, riflettere.

Giornalisti anche di testate nazionali, attenti a discorsi né rituali né scontati, e fotovideoreporter non invasivi, attenti a non intaccare un’atmosfera irripetibile, rispettosi dell’occasione austera, dall’indiscusso significato, autentica, asciutta, senza fastidiosi apparati di accoglienza né inutili orpelli, in cui tutti i convenuti altro non desideravano che cogliere la dimensione etica, essenziale, del rapporto fra urbanistica e legalità, fra territorio ed onestà.

Unica apparente decorazione, proiettata sullo schermo, una locandina che rende a pieno, anche graficamente il senso dell’iniziativa, perché nel rapporto fra Urbanistica e Legalità non c’è né policromia né mezzatinta, tutto è in bianco e nero, il contrastato è forte, il grigio non può esistere, perché o è bianco o è nero, una locandina, un “segno” grafico molto ben spiegato dal suo ideatore, Tonino Palaia, urbanista e dottorando di ricerca.

Urbanistica e Legalità: un grande ed ineludibile tema, un binomio inscindibile perché senza Legalità non c’è Urbanistica, ma solo profitti enormi per pochi, ed interesse pubblico subordinato al privato.

Ascoltavamo un relatore d’eccezione, un magistrato antimafia infaticabile e sempre in prima linea, un esempio per tutti, giovani e meno giovani, studenti e professori, persone semplici ed uomini di cultura.

Se fossi un bravo giornalista, ne farei un grande pezzo, di quelli che si leggono e si rileggono (ma non lo sono!), preferisco non appropriarmi del mestiere di altri. Basta linkarsi alle testate locali (Calabria Ora, Gazzetta del Sud, il Quotidiano della Calabria, Strill.it) e leggere cosa hanno scritto e pubblicato in questi giorni, dedicandoci grande attenzione e professionalità.

Faccio il professore, vivo con i giovani e per i giovani, e voglio dire solo tre cose.

Prima cosa. L’ottimismo consolatorio che, s’è notato, non c’è stato indicato, fa male. E fa male soprattutto ai giovani. A loro va trasmessa la verità vera, anche se anticonsolatoria. Il lucido e motivato pessimismo, quello di Gratteri, fa bene ai giovani, non li illude. Né li inganna, li fa crescere davvero, anche perché il modo di esporlo, quello di Gratteri, non li fa disperare.

Seconda cosa. Ci è stata raccontata la Ndrangheta nella sua malefica grandezza, ma anche, sia pure con un incredibile pudore, anche una grande vita, la vita di Gratteri, una vita che è grande perché lui se l’è costruita come ha voluto. E poiché i nostri giovani seguendo la via giusta, quella della legalità, possono anche loro scegliersi di vivere una vita degna, piuttosto che il suo contrario, e visto che possono, se la debbono costruire proprio così, anche loro, con le proprie mani.

Terza cosa. Grazie, dottor Gratteri! Non lasci solo a noi la responsabilità dei nostri giovani.

Palaia Urbanisticà e Legalità Scheda illustrativa

mercoledì 15 aprile 2009

Urbanistica e legalità, incontro con Nicola Gratteri



Politicamente scorretto. E orgoglioso di esserlo. Una etichetta che non gli dispiace se si intende parlar chiaro in fatto di lotta alla 'ndrangheta.

Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, ha raccontato a studenti e docenti riuniti oggi pomeriggio nell'Aula magna di Ateneo, la storia della più organizzata famiglia criminale, dalle origini ai giorni nostri. Non ha avuto bisogno di leggere: date e dati, cognomi, parentele e omicidi sono nella sua memoria che contiene l'archivio di tutta la malavita locale con i relativi intrecci politici, massonici ed economici.

Ad organizzare l'incontro il prof. Enrico Costa, cha ha così voluto riprendere il discorso iniziato dal procuratore Grasso nella stessa sede, durante l'inaugurazione dell'anno accademico, come la preside Fatta ha ricordato.
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Un magistrato antimafia in una conferenza sull’urbanistica?

La mafia, la ‘ndrangheta, è presente dove c’è da gestire denaro e potere. Nell’urbanistica e nell’edilizia la ‘ndrangheta è dentro mani e piedi. Cioè non esiste una fiumara in Calabria che non sia gestita al 99% dalla ‘ndrangheta.

E’ presente anche nell’edilizia e nelle grandi opere pubbliche, quanto meno come nolo a freddo, come trasporto di inerti, come fornitura di calcestruzzi. Quindi c’entra eccome.

Il procuratore nazionale antimafia ha lanciato l’allarme per le infiltrazioni mafiose nella ricostruzione dell’Abruzzo. E’ un allarme giustificato?

Le mafie sono presenti dove c’è da gestire denaro e potere. In Abruzzo si gestirà denaro e potere ed è ovvio che la ‘ndrangheta non starà a guardare. Se può, e probabilmente ce la metterà tutta, entrerà nella ricostruzione con ditte prestanome, quantomeno nella fornitura di inerti, nel nolo a freddo e quindi sarà presente come lo è stata presente sinora nelle grandi e medie opere pubbliche.

Lo scorso anno all’inaugurazione dell’anno accademico l’Ateneo ha scelto il tema della legalità e dell’antimafia, e in questa aula ha parlato il procuratore Grasso. Cosa può fare l’università su questo fronte?

Formare i giovani architetti non solo dal punto di vista tecnico, ma dal punto di vista etico. Perché gli architetti, come gli ingegneri, come i geometri, sono delle categorie a rischio perché nel mondo dell’edilizia sono quasi sempre a contatto con le organizzazioni criminali, attraverso delle imprese prestanome o delle imprese gestite dalla ‘ndrangheta.

Adesso si parla del pericolo Abruzzo, ma quanto incide la ’ndrangheta sulle costruzioni e sull’urbanistica nel nostro territorio?

Se ne parla poco, ma il problema è soprattutto normativo. Non ci strumenti proporzionati a questa realtà criminale.
La ‘ndrangheta è presente nel mondo dell’edilizia perchè c’è da gestire denaro e potere. La Calabria e la provincia di Reggio Calabria non fanno eccezione a questa regola. Uno dei settori privilegiati di presenza della ‘ndrangheta è quello appunto dell’imprenditoria. Mi è capitato di indagare su alcune opere pubbliche, come la costruzione di gallerie, è il prezzo che l’impresa paga alla criminalità si traduce spesso in una difformità dell’opera: terra al posto di cemento.


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L'incontro è stato introdotto dalla preside della Facoltà di Architettura Francesca Fatta che ha voluto ricordare il messaggio di Pietro Grasso: vivere la quotidianità nell'impegno è il primo modo per combattere le mafie.



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Enrico Costa ha letto un messaggio di saluto di Alessandro Bianchi, quindi ha giustificato l'attualità di urbanistica e legalità, soffermandosi sul ruolo dell'urbanista, impegnato a disegnare il territorio ben oltre la dimensione tecnicista.



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L'intervento di Nicola Gratteri


1. Dalla picciotteria alla Santa: "Alla fine capirete che la vera forza della 'ndrangheta è l'osservanza ortodossa delle regole, l'ossessione all'osservanza delle regole"

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2. Dalla Santa ai quadri della pubblica amministrazione: "Nel mentre i figli degli 'ndranghetisti sono andati all'università e quindi, chi perchè ha studiato chi facendo vedere la pistola sotto o sopra il tavolo, si sono laureati"

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3. Gli interessi della 'ndrangheta nelle opere pubbliche: "La mazzetta cos'è: la difformità all'opera, in una galleria il cemento anzichè al 400% era al 150%, le fondamenta dei pilastri erano più corte di 7 metri, il solaio era più stretto di 12 centimetri...In Calabria un km di gallerie è costato più di un km nel Canale della Manica"

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4. Dalle case di acqua e sabbia all'usura: "solitamente i locali di 'ndrangheta confinano con il letto delle fiumare. In ogni fiumara di 'ndrangheta c'è almeno un silos gestito da una famiglia di 'ndrangheta... se l'impresa che deve realizzare l'opera si ritrova il cemento di acqua e sabbia non potrà nemmeno protestare"
"Fino a 20 anni fa era disonorevole per la 'ndrangheta fare usura perchè veniva considerato poco onorevole approfittare dei bisogni della gente"

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5. Il Riciclaggio: "perchè per la 'ndrangheta è importante rilevare questo negozio?. Perchè ci sono molti più negozi di quelli che servirebbero?"


6. Magistratura e democrazia: "I cittadini devono stare vicini alle istituzioni: io non sono d'accordo, sono le istituzioni che devono stare vicini ai cittadini"


lunedì 6 aprile 2009

Convegno Ce.r.t.a. - Al servizio delle imprese agro alimentari calabresi



Nell’ambito del Programma Operativo Nazionale (PON) il Ministero dell’Università e della Ricerca ha promosso la costituzione di Centri di Competenza Tecnologica secondo un modello “a rete” in ambiti coerenti con le specializzazioni produttive delle regioni meridionali. Le attività dei Centri di Competenza dovrebbero essere finalizzate a rendere disponibili sul versante sia dell’offerta (Centri) sia della domanda (PMI destinatarie dei servizi dei Centri) competenze adeguate ed idonee. Quindi i Centri devono essere strutture dedicate alla promozione dello sviluppo scientifico-tecnologico delle imprese (in particolare di PMI) e dotate di una massa critica di risorse materiali e immateriali idonea a fare dell’ innovazione uno dei motori principali dello sviluppo locale.



Seminario CERTA





I Centri si sono dovuti strutturare in Società Consortili miste pubblico-private non-profit costituite tra i seguenti soggetti: imprese, Camere di Commercio e relative aziende speciali, Università e Consorzi Interuniversitari, Enti di Ricerca, Enti di emanazione regionale, Parchi scientifici e tecnologici, Centri di Competenza già esistenti.


La partecipazione finanziaria dei privati al fondo consortile deve essere complessivamente almeno pari al 20% e comunque inferiore al 50%.
Sono stati creati centri di Competenza nei seguenti ambiti tematici
1) Agroindustria – agroalimentare
2) Analisi e prevenzione del rischio ambientale
3) Nuove tecnologie per le attività produttive
4) Tecnologie avanzate e ICT
5) Biologie avanzate
6) Trasporti


Nell’ambito tematico agroindustria-agroalimentare si è costituito il CERTA di cui, tra le altre, fanno parte le realtà calabresi: l'Università Mediterranea di Reggio Calabria, l'Università degli Studi della Calabria, l'Università degli Studi della Magna Grecia di Catanzaro, la Camera di Commercio Industria Agricoltura Artigianato di Reggio Calabria, il Consorzio per la Ricerca e le Applicazioni di Tecnologie Innovative (CRATI), il Centro di ricerca agroalimentare della Calabria (ora TERINA), la società cooperativa Nautilus, il GAL – Locride, il Gal – VATE, il Gal – Valle del Crocchio e le aziende NATUREMED e COZAC.


I fruitori delle attività del centro di competenza CERTA sono prioritariamente le pmi che operano nel settore agroalimentare che caratterizzano il sistema produttivo delle regioni ob.1. CERTA cerca di svolgere la funzione di cerniera del mercato dell’innovazione mettendo in rete i principali soggetti del sistema dell’offerta (centri di ricerca pubblico e privati, laboratori, etc.) e quelli della domanda (aziende ed enti).

Per fare questo ha potenziato la qualità del sistema scientifico meridionale dotandosi di impianti ed attrezzature scientifiche per erogare servizi tecnologici ad elevata specializzazione. Mediante le competenze presenti in tutti i soci di CERTA, la società pubblico-privata cercherà di stimolare e agevolare l’emersione dei bisogni innovativi, di tradurre questi bisogni in reali progetti di miglioramento aziendale e di fornire competenze, conoscenze e risorse utili alla soluzione di problemi aziendali.


Nel pomeriggio di oggi la Mediterranea ha presentato i servizi che il consorzio fornisce alle imprese del settore ed è "Certa" che questa sia la strada da percorrere per la valorizzazione del patrimonio agroalimentare del nostro territorio.