mercoledì 1 dicembre 2010

Protocollo INAIL-Mediterranea: formazione per la sicurezza sul lavoro

L’INAIL e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria si impegnano - con un protocollo di intesa - a sviluppare un nuovo metodo di studi per garantire alle prossime generazioni maggiore tutela contro gli infortuni sul lavoro



È stato sottoscritto in data odierna un importante accordo tra l’INAIL Direzione regionale Calabria e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria per perseguire obiettivi di collaborazione scientifica, di ricerca, di consulenza e di formazione su specifiche tematiche di comune interesse.

In particolare, tra le varie attività che saranno svolte in sinergia, spiccano la collaborazione per la progettazione e l’erogazione di percorsi formativi con reciproco arricchimento delle competenze e conoscenze attraverso l’apporto delle rispettive professionalità in termini esperenziali e di docenza; l’attivazione di assegni e dottorati di ricerca inseriti presso i vari dipartimenti dell’Università nella logica della multidisciplinarietà che caratterizza l’attività prevenzionale.

È prevista la creazione di borse di studio e premi di laurea finanziati dall’INAIL e rivolti a studenti della Mediterranea per la realizzazione di tesi di laurea o studi in materie di interesse dell’Istituto, nonché diplomi di specializzazione post universitari (master) per il consolidamento di figure specializzate nella gestione degli aspetti prevenzionali negli ambienti di lavoro. Ed ancora, percorsi di formazione universitaria e post-universitaria, di alta formazione e di formazione continua nelle aree di comune interesse dei contraenti, da realizzarsi anche in collaborazione con soggetti terzi rispetto alle parti.

Per quanto riguarda la ricerca, il protocollo comprende l’impegno a realizzare studi di settore e proporre linee guida su problematiche di igiene e sicurezza relative a specifici settori lavorativi caratterizzati da un’elevata incidenza di infortuni e malattia professionali.

“Con questo nuovo protocollo di intesa ci auguriamo che la sicurezza suoi luoghi di lavoro entri a far parte del patrimonio culturale delle nuove generazioni - afferma il direttore regionale INAIL Mario Lo Polito - affinché, quindi, sia vissuta non soltanto come un momento in cui “si educa” alla sicurezza suoi luoghi di lavoro ma, liberamente, si decida di porre in essere comportamenti volontariamente ispirati alla realizzazione della prevenzione”.

"Il nostro Ateneo, commenta il rettore Giovannini, da oltre quattordici anni ha inserito la formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro all’interno dell’offerta didattica dei corsi di laurea. Questo protocollo perfeziona il rapporto già avviato con l’INAIL in occasione di recenti convegni, nell’ambito del processo di formazione a livello universitario previsto dal recente Testo Unico della Sicurezza."

giovedì 18 novembre 2010

Cinquefrondi, nuovi servizi per gli studenti della Mediterranea

Bellocco, Cascarano e il rettore Giovannini
Il Comune di Cinqufrondi e l'Università Mediterranea hanno presentato oggi i nuovi servizi della Segreteria studenti decentrata presso i locali della Mediateca comunale in Via Vittorio Veneto, a seguito di quanto concordato in uno specifico protocollo di collaborazione.
Grazie alla disponibilità dell’Amministrazione guidata dal sindaco Marco Cascarano, il Comune ha messo a disposizione personale, locali ed attrezzature. Il dott. Domenico Bellocco, responsabile della Mediateca Comunale, ha predisposto una diversa e più fruibile organizzazione della struttura per consentire agli studenti un servizio efficiente e ordinato per un comprensorio potenziale, quello della Piana di Gioia Tauro, che con circa 180.000 abitanti è un bacino di utenza specifico piuttosto elevato.
L’Università Mediterranea ha affidato la gestione dei servizi alla dott.ssa Laura Bova e alla dott.ssa Monica Montenero: oltre a prestare giornalmente consulenza telefonica e on-line,  sono presenti presso la Segreteria decentrata con cadenza quindicinale, per creare il necessario raccordo con l’Ateneo e risolvere le problematiche degli studenti attraverso il contatto diretto.
Ai servizi dedicati alle iscrizioni e alla carriera si aggiunge la consulenza didattica e di orientamento e le due postazioni Internet con il supporto per l’accesso ai servizi web forniti dalla Mediterranea.
Il Comune che ha svolto una capillare attività di informazione rivolta agli studenti e agli enti del circondario sulle attività della Segreteria, ha anche esteso gli orari di apertura: da lunedì a venerdì h 8.30-13.30, martedì e giovedì anche apertura pomeridiana h 15.00-18.00.
La maggiore disponibilità e qualità dei servizi offerti consentirà ad un numero maggiore di studenti di ridurre i disagi dovuti alla distanza e rendere sempre più presente sul territorio l’Università Mediterranea.

giovedì 21 ottobre 2010

“È ancora utile il Piano?” - Seminario di Studi del Dottorato di Ricerca in Pianificazione territoriale


Di Nicola Tucci

Il 14 ottobre, presso la saletta Piccinato del Dipartimento di Scienze Ambientali e Territoriali dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, nell’ambito delle attività del Dottorato di Ricerca in Pianificazione Territoriale, si è svolto il Seminario di studio su “E’ ancora utile il Piano?”.
Alla presenza di docenti, dottori di ricerca e dottorandi dei diversi cicli, la discussione si è protratta per l’intera giornata sugli aspetti teorici ed applicativi della disciplina urbanistica. Sono state proiettati e commentati diversi progetti urbanistici riguardanti realtà italiane (fra tutte gli interventi di riqualificazione per la città di Torino) e straniere. Sullo sfondo il tradizionale, mai tramontato, rapporto tra piano urbanistico e progetto urbano.
La relazione è stata tenuta dal Prof. Alex Fubini, Ordinario di Urbanistica del Politecnico di Torino, introdotto dal Prof. Enrico Costa, Coordinatore del Collegio dei docenti. Le conclusioni sono state affidate al Prof. Domenico Passarelli, componente il collegio del Dottorato di Ricerca.
Nella sua introduzione Enrico Costa ha posto l’accento sulla necessità di rivedere l’approccio culturale in riferimento alle diverse esigenze che oggi, più di ieri, interessano il governo del territorio. Un nuovo e diverso comportamento urbanistico che interessa –o dovrebbe interessare- tanto gli Amministratori quanto i Tecnici del territorio ancora non sufficientemente pronti a cambiare le regole per innovare e gestire le trasformazioni del territorio con più consapevolezza rispetto al passato.
Alex Fubini ha introdotto la sua relazione  dicendosi non più completamente convinto del fatto che ancora oggi il piano, così come lo abbiamo conosciuto negli anni ’60-’70 (per come disegnato dalla legge urbanistica nazionale del 1942), può ritenersi come fatto innovativo e, ancor di più, che le leggi, forse, non sono più leggi di Riforma. Il piano non riesce più ad esprimere quei valori sociali “unificanti” che hanno caratterizzato il periodo del razionalismo che, con tanti difetti, ha consentito di costruire una base edificante della “costituzione locale valoriale” in cui i cittadini si riconoscevano. La grande spinta propulsiva dei piani urbanistici, anche di ultima generazione, ha lasciato il passo alla stabilizzazione di equilibri statici e funzionali ad interessi di pochi a fronte del bene comune e della equa distribuzione dei diritti dei cittadini, da sempre obiettivo principale della pianificazione urbanistica. Ancora oggi il piano non riesce ad essere strumento-guida delle trasformazioni urbanistiche.
Per Fubini c’è una forte resistenza al cambiamento che non incoraggia a migliorare le tecniche e le leggi che le sorreggono. Alla fine nulla cambia. E gli urbanisti non possono essere più pre-figuratori di una realtà visionaria che forse non ci sarà mai. Così come concepiti, gli strumenti urbanistici si prestano ad essere usati e, quindi, è necessario cambiare il modo di gestirli. Anche un piano seriamente redatto in fase gestionale può essere stravolto.
La conoscenza del territorio e delle sue dinamiche, per quanto puntuale ed approfondita, non può produrre  prescrizione e quindi non indirizza alla scelta da compiere. La scelta è e rimane politica e pertanto bisognerebbe invertire la tendenza facendo seguire la conoscenza territoriale alle scelte politiche-programmatiche al fine di verificare, valutare e correggere le decisioni poste in essere.
Fubini si è poi soffermato sui punti deboli del piano, ripercorrendo le ragioni della crisi del piano, dal ricorso alle varianti urbanistiche alla incontrollabilità dei tempi del piano, fino a soffermarsi sulla scarsa capacità valutativa e sulla mancanza di una visione strategica che, nel migliore dei casi, si infrange sulle incoerenze poste da altri strumenti territoriali o da progetti di interesse superiore. Il piano urbanistico dovrebbe essere il “Piano di fatto”, un piano che registra ciò che si sta facendo sul territorio, monitorando e controllando, con le tecniche proprie della pianificazione urbanistica, le dinamiche e gli effetti che le trasformazioni determinano sull’assetto fisico, funzionale ed ambientale. In definitiva per Fubini non è il Piano che determina le trasformazioni. E dunque, per essere utile deve essere fatto a partire dalle trasformazioni urbanistiche che stanno interessando il territorio.
Il Prof. Passarelli nel concludere i lavori ha ripreso i tratti salienti della relazione di Fubini rilanciando le questioni  prioritarie che devono accompagnare una seria ed efficace politica urbanistica. Nel condividere le apprensioni e le incertezze che investono il dibattito attuale, e la pratica urbanistica (camuffata oggi dalla nuova definizione del piano strutturale comunale) ripropone l’utilità del piano a partire dal ruolo sociale che lo stesso può svolgere. Un ruolo che gli deriva dalla capacità di individuare un’azione strategica protesa al raggiungimento di risultati integrati e sostenibili, nella piena consapevolezza di considerare la valutazione dentro l’azione del piano e che tale applicazione comporta un modo diverso di fare i piani comprendendo che “essa è un processo sistemico inteso a valutare le conseguenze sul piano ambientale delle azioni proposte al fine di garantire che tali conseguenze siano incluse a tutti gli effetti e affrontate in modo adeguato fin dalle prime fasi del processo decisionale, sullo stesso piano delle considerazioni di ordine economico e sociale.
Il principio dell’utilità del piano richiama la nostra costante attenzione in un momento in cui da molte parti arrivano tentazioni di considerare il piano ubanistico come un accessorio inutile per il governo del territorio, uno strumento obsoleto da sostituire (o contrastare) con strumenti più attraenti o seducenti (il Piano Casa?) ma, non sappiamo quanto più efficace. Il principio di complessità che deve orientare l’attività pianificatoria, richiedendo convergenza di saperi disciplinari, di competenze diversificate, ma anche di intelligenze collettive e saperi locali, in una continua evoluzione di conoscenza, di progetto e decisione. Per ultimo, ma non per minore importanza, il principio di territorialità che richiede il riferimento a specifiche realtà territoriali, a precise domande sociali e a relativi processi di identificazione, nella consapevolezza della indivisibilità delle relazioni tran-scalari e intersettoriali che legano ogni fatto insediativo e ambientale alla totalità del contesto.
Il Seminario si è arricchito con gli interventi dei partecipanti che oltre a porre quesiti pertinenti hanno mostrato grande interesse ed entusiasmo nel proseguire le proprie dissertazioni facendo tesoro delle sollecitazioni pervenute rispolverando, di fatto, il piano urbanistico e la sua utilità.

lunedì 18 ottobre 2010

Formazione e professione dell’Urbanista e del Conservatore. Realtà e prospettive - I perché di una conferenza stampa

di Anna Ferraiuolo

Visto che Internet ormai fa parte della nostra quotidianità, è stato certamente utile il fatto che ben 1.300 persone si siano espresse con un click sul “mi piace” della pagina di Facebook “Manteniamo l’identità della Mediterranea” perché non si avviassero alla rottamazione “Urbanistica” e “Storia e Conservazione”. Creata il 13 settembre 2010, promossa da studenti della Facoltà, la “pagina” è stata evidentemente sostenuta e gradita anche da chi studente non lo è più, ma lo è stato, ed evidentemente è uscito dall’Università oltre che con una laurea anche con un legame identitario ancora forte e duraturo, e da reggini “qualunque” che da quarant’anni nell’Università “Mediterranea” hanno visto un valore aggiunto altamente qualificante per l’intera città.
La comunità della rete si è mobilitata subito dopo la delibera dell’8 settembre 2010 del Consiglio di Facoltà di Architettura che non autorizzava né l’avvio del primo anno della Triennale di “Urbanistica” e di “Storia e Conservazione”, né dei primi anni delle Magistrali dei medesimi corsi, ed è un po’ merito degli “internauti”, oltre che della reazione della comunità scientifica colpita da un’ingiusta ed intempestiva decisione, se un primo passo indietro c’è stato già nel consiglio del 22 settembre (che autorizzava l’avvio dei primi anni solo delle Magistrali), finalmente la decisione del Consiglio di Facoltà di Architettura che il 14 ottobre ripristinava una situazione di normalità, autorizzando l’avvio di tutti e cinque gli anni dei corsi di laurea 3 + 2 in “Urbanistica” ed in “Storia e Conservazione”. Pertanto, ottimizzate le risorse umane disponibili anche presso altri CdL e rimossi finalmente tutti gli ostacoli che hanno bloccato l’avvio dei corsi del primo anno di “Storia e Conservazione” e di “Urbanistica”, che da trenta e trentasei anni hanno rappresentato l’identità e l’originalità della Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, e che innegabilmente ne hanno fatto la storia, è stato quanto mai opportuno convocare la Conferenza Stampa di oggi 15 ottobre, dal titolo Formazione e Professione dell’Urbanista e del Conservatore. Realtà e Prospettive, svoltasi presso la Sala Conferenze del Dipartimento “PAU”, messa a disposizione dal Direttore del Dipartimento Prof. Enzo Bentivoglio.
Dopo i saluti iniziali e l’introduzione del “padrone di casa”, la Prof. Simonetta Valtieri e il Prof. Enrico Costa, Presidenti “storici” rispettivamente dei Corsi di Laurea in “Storia e Conservazione” ed in “Urbanistica”, hanno illustrato e chiarito, rispondendo alle molte domande degli operatori dell’informazione presenti, che chiudere due corsi di Laurea storici nati non sull’onda della recente “follia collettiva” che con il 3+2 ha investito tante università che hanno avviato tanti, forse, anzi sicuramente, troppi corsi di studio, alcuni talmente fantasiosi da perdere subito credibilità, come testimoniato in quei casi dalle scarsissime iscrizioni –, due percorsi formativi collaudati ed accreditati nati a Reggio dopo meditate decisioni e lunghe procedure, e sanciti piuttosto cha da opzioni improvvisate e tutte interne alle logiche interne agli atenei, addirittura da Decreti degli allora Presidenti della Repubblica (Giovanni Leone, nel 1974 per il Cdl in “Urbanistica” e Sandro Pertini nel 1984 per il CdL in “Storia e Conservazione”).
Certamente il sostegno della stampa ed anche di Fb ha gratificato il meticoloso tenace e a dir poco testardo impegno dei due presidenti dei Corsi di Laurea, sostenuto anche dall’atteggiamento fin dal primo momento deciso e decisivo contro i rischi di depotenziamento e di disattivazione di “Urbanistica” e “Storia e Conservazione” da parte del Magnifico Rettore, che “a caldo” si è dichiarato: «incredulo di fronte all’ipotesi di perdere Urbanistica e Storia e Conservazione».
La Conferenza Stampa, svoltasi in un clima di tranquillità e rassicurazione, ormai sopite le amarezze del giorno prima, ricordando con le opportune citazioni il pensiero dei “Maestri” dei nostri Professori – personalità del calibro di Bruno Zevi, Luigi Piccinato e Ludovico Quaroni –, è stata un’utile occasione per ribadire, rievocando cosa e come si studia e ricollegando la formazione agli interessanti ambiti professionali, la necessità che ha il territorio, in particolar modo quello calabrese, di corsi di laurea altamente specialistici e centrati rispettivamente sulla pianificazione territoriale in tutte le sue molteplici sfaccettature e sulla valorizzazione e conservazione dell’eredità storica fortunatamente lasciata sul territorio, caratteristiche innegabili rispetto ad altre formazioni di tipo più generalista, mentre a “Storia e Conservazione” e ad “Urbanistica” la multidisciplinarietà viene inculcata dalla prima lezione del primo anno fino all'ultima revisione della Tesi di Laurea.
Sono state fugate incertezze sui tempi ed è stato chiarito che le immatricolazioni ai primi anni dei due Corsi di Laurea, che per dovere di cronaca va ricordato che non sono mai state sospese, continueranno fino all’8 novembre, salvo ulteriori proroghe e relative “more”, e le lezioni di tutti e cinque gli anni inizieranno lunedì 25 ottobre.
Per “Storia e Conservazione” lo stesso giorno si terrà un’assemblea del corpo docente e degli studenti, mentre “Urbanistica” consoliderà la recente tradizione dell’Apertura d’Anno, che ha visto le “Lezioni magistrali” del Prof. Giuliano Leone (Università di Palermo) e del Prof. Roberto Camagni (Politecnico di Milano, già della Bocconi), fra ottobre e novembre degli anni accademici 2008/2009 e 2009/2010.
Bocche cucite anche di fronte all’insistenza dei giornalisti sul personaggio d’alto profilo e sull’evento che quest’anno aprirà le lezioni di “Urbanistica”.
Tornando alle 1.300 persone (in “cifra tonda”), tante erano al momento in cui si svolgeva la Conferenza Stampa quelle alle quali piace la pagina Fb “Manteniamo l’identità della Mediterranea” – ma mentre scriviamo sono già diventate 1.330 (e forse più) –, ed al ruolo che anch’esse hanno sicuramente avuto perché maturasse la saggia decisione di non chiudere né “Urbanistica” né “Storia e Conservazione”, verrebbe voglia di ringraziarle una ad una tutte e 1.330 (e forse più).


Rassegna stampa: Gazzetta del Sud, Calabria Ora

lunedì 2 agosto 2010

Assen Lekarsky, lo stagista in riva allo Stretto

Da Assen Lekarsky
Sarà per i capelli e l’aria vagamente annoiata, ma Assen Lekarsky sembra ancora in età da liceo. È invece uno studente del quarto anno d’ingegneria del Politecnico di Lille (Francia). A farcelo conoscere è il prof. Domenico Gattuso, il suo mentore italiano e nostra guida ed interprete per i corridoi del Laboratorio Logica della Facoltà di Ingegneria.
Qui Assen sta per concludere uno stage nato per iniziativa di un docente de l’École Polytechnique Universitaire de Lille (Francia), uno dei più importanti istituti universitari europei. Dopo i dovuti preparativi, Assen a giugno è arrivato alla Mediterranea per uno stage di due mesi. Alloggia alla Casa dello studente e lavora nel Laboratorio di logistica(Logica) diretto dal prof. Gattuso e creato con finanziamenti della Commissione Europea e della Regione Calabria.
Il cognome Lekarsky  tradisce le origini bulgare di Assen, che si sta specializzando in robotica. Infatti il dipartimento di Lille studia la tecnologia applicata alla logistica; per esempio il movimento automatico (senza guidatori) di un veicolo che trasporta container all’interno di un centro merci o di porto.
Mentre colloquiamo con il prof. Gattuso, Assen interviene. Già capisce bene l’italiano anche se non lo parla: lo stage gli offre la possibilità di allargare gli orizzonti di studio per confrontare le sue conoscenze con l’esigenze degli operatori e per creare applicazioni della robotica nel contesto della logistica. Per esempio l’ottimizzazione del movimento dei veicoli all’interno di un magazzino, la gestione di un terminal container, il controllo di un piazzale attraverso componenti robotizzate. A Lille hanno realizzato un prototipo di un veicolo aereo robotizzato che svolge il monitoraggio dall’alto controllato a distanza attraverso la rete telematica.

Assen, è la prima volta che vai all’estero per uno stage?
Lo scorso anno ho fatto uno stage in Bulgaria, la mia nazione di origine.

Cosa hai conosciuto del nostro ateneo e quali sono le tue impressioni?
Sono capitato in un periodo un po’ singolare: i corsi sono finiti e ci sono gli esami, quindi non ho potuto assistere all’attività didattica; ho però ritrovato il tipico ambiente accademico, senza differenze sostanziali con la mia università e con in più il vantaggio di trovarmi al centro del Mediterraneo, in un ambiente interessante per i collegamenti alla logistica. Ho avuto modo di effettuare delle visite tecniche a Gioia Tauro dove ho visto l’ambiente portuale e gli studi effettuati dalla Mediterranea.

E la città di Reggio?
La città è molto bella, ho apprezzato molto il Lungomare in quanto ho avuto la possibilità di associare al lavoro un po’ di svago andando al mare.
Sono stato in contatto con un gruppo di studenti di Ingegneria con i quali ho familiarizzato e mi hanno portato un po’ in giro.

Oltre a Gioia Tauro, cosa hai visitato?
Sono andato all’Interporto di Catania, alla piattaforma logistica Gicos di Gioia Tauro per capire come gestiscono la logistica interna. Ho assistito ad alcuni seminari interni con docenti che lavorano in altri laboratori della Facoltà, come quello di Automatica e di Telecomunicazioni. Uno dei seminari ha riguardato la simulazione e il funzionamento di un centro di distribuzione urbana, un altro la simulazione del movimento delle navi basato su uno studio commissionato da una società privata per valutare l’impatto di un diverso assetto dei servizi navali sullo Stretto. Manca solo l’ultima visita prevista alle Officine Omeca.


Ti sei fatto un’idea del Ponte sullo Stretto?
Se prima non si sistemano le infrastrutture verso nord avere il ponte non ha molto senso. Questa è la mia impressione. Per la gente che sta qui non ci sono grossi problemi per la traversata, ci sono le navi. Il problema sorge per chi viene da lontano, dopo aver viaggiato molte ore su treni non sempre adeguati, o in automobile su una rete stradale vecchia.
Mi chiedo se sia possibile realizzare un tunnel come quello della Manica (Lille è vicino a Calais sulla Manica).

Come può esserti utile questa esperienza?
A parità di laurea, avere sul proprio curriculum esperienze che arricchiscono come questa conta molto per un futuro inserimento lavorativo.

Una delle lacune degli studenti italiani e meridionali è la scarsa mobilità verso l’estero.
Sono un po’ stupito. Mentre io da diversi anni vivo da solo, ho viaggiato lo scorso anno, ora sono qui e l’anno prossimo ho in programma un altro stage. Da voi, a parte alcuni che vengono dalla provincia, la maggioranza vive in famiglia nella stessa città dell’Ateneo e non si muove tanto, mentre è usuale in Europa il movimento, lo scambio.

Il tuo Ateneo favorisce, anche da un punto di vista economico esperienze come questa?
Le favorisce con borse di studio, come nel mio caso. Un contributo che mi aiuta a pagare le spese.

Auguri per la tua esperienza

Da Assen Lekarsky
Al professor Gattuso vogliamo chiedere:
Quanto lavoro c’è dietro l’accoglimento di uno stagista dall’estero e ne vale la pena?
Non nascondo che comporta un certo lavoro di programmazione del periodo di stage come le visite o i seminari, ma non solo. Ho dovuto occuparmi, con non poche difficoltà, di procurare un alloggio e fare in modo che Assen beneficiasse di servizi mensa. Insomma di tutti i dettagli, visto che non esiste un'organizzazione, salvo per l’Erasmus, per accogliere studenti stranieri. Notevoli difficoltà incontrano anche i nostri studenti che volessero effettuare esperienze analoghe all’estero.
In alcuni casi sono riuscito a mandare nostri studenti presso atenei stranieri, ma affidandomi a aziende private che hanno finanziato borse di studio o a docenti stranieri che hanno favorito l’inserimento dei nostri ragazzi nei luoghi di destinazione.
Se ne vale la pena...? È una esperienza che arricchisce me come docente per il confronto con altre realtà, ma anche i nostri studenti che entrano in contatto con esperienze diverse e si nutrono della cultura che spostarsi e confrontarsi con altri serve per crescere umanamente e professionalmente.

L'offerta formativa per il 2010/2011




Prima di dare inizio alla conferenza stampa per la presentazione dell’offerta formativa, il rettore Massimo Giovannini e il dott. Elio Rivezzi hanno firmato un accordo di collaborazione tra la Mediterranea e l’Inpdap per l’attivazione e il funzionamento dei master di II livello in “Management degli enti locali” e “Governo delle regioni e degli enti locali” anno accademico 2010/2011.



L’accordo, tra le altre cose, prevede l’impegno dell’Inpdap a finanziare fino ad un massimo di 17 borse di studio per il master in “Governo delle Regioni e degli Enti Locali” e fino ad un massimo di n. 17 borse di studio per il master in “Management degli Enti Locali” di importo unitario pari ad € 5.000,00.

Di seguito sono stati illustrati i contenuti dell’offerta formativa del prossimo anno accademico e il complesso dei servizi dedicati agli studenti.
La sezione " Studenti" del sito web contiene tutti i dettagli del manifesto degli studi e le modalità di accesso ai servizi on line.




Alla conferenza, oltre al rettore Giovannini, sono intervenuti il preside di Giurisprudenza Attilio Gorassini e il prof. Domenico Nicolò (nuovo presidente del corso di laurea in Scienze economiche), il prof. Saverio Nesci per Agraria, il prof. Daniele Colistra per Architettura, il direttore amministrativo Antonio Romeo e la dirigente della Macroarea Servizi agli studenti Gaetana Santamaria.






mercoledì 21 luglio 2010

Rettorato, l'assedio degli studenti rimanda l'aumento delle tasse

Preannunciata da Facebook, puntale è scattata la protesta contro l'aumento delle tasse universitarie che il Senato accademico aveva approvato ieri.

Dalle nove gli studenti hanno cominciato a confluire in attesa dell'arrivo dei consiglieri. Quando il gruppo si è fatto più numeroso hanno occupato le scale di accesso al Rettorato.


Prima dell'inizio del CdA, i rappresentanti e altri studenti sono stati ricevuti dal Rettore che ha ascoltato i motivi della protesta e, in particolare quelli relativi al mancato coinvolgimento nelle decisioni sull'aumento.
Il prof. Giovannini, pur condividendo le ragioni della protesta ha difeso la necessità di rivedere tasse e relative fasce, sottolineando la particolare gravità della situazione in Calabria dove, il disavanzo della Sanità rende complessi gli interventi di riequilibrio della Regione.
La discussione si è trasferita poi nel Salone dove già erano presenti i consiglieri. Nuovo intervento del Rettore e dialogo con gli studenti per arrivare alla decisione: rinvio della discussione sulle tasse alla prossima settimana e nel frattempo consultazioni con i rappresentanti degli studenti per trovare la difficile quadratura.



venerdì 4 giugno 2010

Mediterranea Speciale Elezioni: Pasquale Catanoso

Il direttore del Dipartimento Scienze storiche, giuridiche, economiche e sociali ha declinato l'invito a partecipare alla trasmissione.
La puntata è quindi incentrata sul programma che il prof. Catanoso ha presentato per l'elezione.
Il 5 giugno in onda alle 15.15 su Reggio Tv la puntata riassuntiva che mette a confronto gli interventi precedenti dei candidati.
Il 6 giugno Manuela Martino ospita i rappresentanti di tutte le componenti della comunità accademica della Mediterranea:
  • Domenico Gattuso, docente della Facoltà di Ingegneria
  • Raffaella Campanella, ricercatrice della Facoltà di Architettura
  • Giuseppe Toscano, per il personale tecnico-amministrativo
  • Boris Madaffari, per gli studenti
  • Nicola Irto, per i dottorandi
Nella sezione dedicata del sito di Ateneo sono stati pubblicati gli elenchi dell'elettorato attivo.








Mediterranea Speciale Elezioni: Santo Marcello Zimbone

Ordinario di idraulica agraria, il preside della Facoltà di Agraria è l'ospite della quarta puntata dello speciale di Reggio Tv.
La trasmissione è andata in onda ieri alle 15.15.

Prossimo appuntamento con Pasquale Catanoso.

giovedì 3 giugno 2010

Mediterranea Speciale Elezioni: Francesca Moraci

L'ospite della puntata dello speciale di Reggio TV è la professoressa Francesca Moraci, unico candidato donna per la carica a rettore della Mediterranea.
La professoressa Moraci è direttore del Dipartimento di Scienze Ambientali e Territoriale, docente ordinario di Urbanistica e Coordinatore del collegio dei direttori di dipartimento dell'Ateneo.

I ricercatori di Architettura non assumono incarichi didattici da prossimo anno accademico

Nell'Aula tesi della Facoltà di Architettura si è tenuta la conferenza stampa dei ricercatori della Facoltà in segno di adesione alla mobilitazione nazionale.
Al centro della protesta vi è l'indisponibilità quasi totale a ricoprire incarichi didattici nel prossimo anno accademico 2010-2011.
Attualmente il loro impegno didattico nella sola facoltà di Architettura è pari a 600 crediti formativi, circa il 50% del totale dei crediti dell'intera Facoltà.
Il 26 aprile hanno stilato un documento in cui esprimono le ragioni della protesta e chiedono a docenti e studenti di aderire alla mobilitazione.
Il 19 maggio il Consiglio di Facoltà dichiara il proprio appoggio e la propria condivisione alle azioni di protesta.


Di seguito riportiamo il testo del comunicato stampa redatto dai Ricercatori.

In linea con l’ampio fronte di dissenso sollevatosi in merito ai contenuti ed alle previsioni di intervento del DDL 1095 - Norme in materia di Università, di personale accademico, reclutamento e per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario – recentemente approvato dalla VII Commissione del Senato della Repubblica,

I Ricercatori della Facoltà di Architettura
dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria

condividendo forme e contenuti della mobilitazione in atto in tutti gli Atenei Italiani, aderendo allo stato di agitazione proclamato da tutte le organizzazioni nazionali della docenza universitaria, hanno depositato presso la Presidenza di Facoltà e presso tutte le Presidenze dei Corsi di Studio in essa attivati, le proprie dichiarazioni di indisponibilità alla copertura di incarichi didattici per l’Anno Accademico 2010/2011

Contestualmente

I Ricercatori della Facoltà di Architettura
dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria
considerato il DDL 1095, nella sua attuale forma, non consente il rilancio dell'Università pubblica come Istituzione strategica per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese, anche in funzione della mancanza di adeguati investimenti a copertura degli interventi previsti in merito alla qualità del Sistema Universitario
CHIEDONO
alle strutture di Governo della propria Facoltà e dell’intero ’Ateneo, una presa di posizione decisa e chiara, rispetto ai nodi irrisolti del DDL 1095 ed alle misure che l’intero corpo accademico, in questo frangente, ritiene di dover assumere per contribuire alla loro soluzione e
INVITANO
i Professori Ordinari, i Professori Associati, i Precari, gli Studenti ed il Personale T.A., a mobilitarsi, parimenti, contro un provvedimento che vuole trasformare unilateralmente il sistema universitario pubblico.

Mediterranea speciale elezioni: Massimo Giovannini

Puntata dedicata al rettore uscente, il prof. Massimo Giovannini che tira le somme del suo primo mandato e spiega il contenuto del suo programma elettorale.

La puntata è andata in onda il primo giugno su Reggio TV.

Prossima intervista con la professoressa Francesca Moraci.


martedì 1 giugno 2010

Mediterranea Speciale Elezioni: Enrico Costa

Seconda puntata di Mediterranea Speciale Elezioni, in onda il 31 maggio su Reggio TV.
Ospite di Emanuela Martino è il prof. Enrico Costa, presidente del corso di laurea in Urbanistica.

video

Per i documenti relativi alla candidatura del prof. Costa e gli incontri con l'Ateneo, visitare le pagine del sito di Ateneo dedicate.


domenica 30 maggio 2010

Mediterranea speciale elezioni, come si vota

Emanuela Martino ci fa conoscere tutti gli aspetti della procedura per l'elezione del rettore che guiderà la Mediterranea per il quadriennio 2010-2014.
É la prima puntata dello speciale di Reggio Tv che si articola in altri cinque appuntamenti, ognuno dedicato ad un candidato.


Prossimo appuntamento su Reggio Tv lunedì 31 maggio alle 16.20 (replica 23.55) con il primo candidato: il prof. Enrico Costa.

Nella sezione dedicata del sito di Ateneo, tutte le notizie sulle elezioni.

giovedì 27 maggio 2010

Veneroso agli studenti: “Essere del Sud non è un limite ma una risorsa”

Un altro importante appuntamento, organizzato dal Centro di Ricerca e Formazione Saverio Monoriti,  si è tenuto il 25 maggio  presso l’aula magna “Quistelli” dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria: il convegno “La CIIM incontra l’Università Mediterranea”.



L’appuntamento è stato organizzato in occasione della visita in Italia del presidente della Confederazione imprenditori italiani nel mondo (CIIM), dott. Tomaso Veneroso.
Come sottolineato nella sua relazione introduttiva dal direttore del Monoriti e organizzatore della manifestazione, il dott. Angelo Viglianisi Ferraro, la presenza in riva allo stretto di Veneroso non è per nulla casuale ma è frutto di un precedente incontro con alcuni studenti della Mediterranea, tenutosi a New York, in occasione del progetto NMUN.
Il presidente del Monoriti, dott. Giuseppe Cogliandro, in qualità di moderatore dei lavori, si è soffermato nel sottolineare la rilevanza dell’evento, ponendolo quale culmine di una serie di altre manifestazioni  culturali e benefiche, portate avanti in questi anni dal Centro.
Il prof. Gianpiero Donin, delegato per le Relazioni Internazionali della Mediterranea ha portato i saluti del rettore. A seguire, gli interventi dell’avv. Nino Palermiti, presidente del Gal – Area grecanica, che ha posto l’accento sulla riscoperta delle origini della propria cultura quale vera chiave per una piena internazionalizzazione, del prof. Pasquale Amato, responsabile scientifico del Progetto NMUN e del dott. Stefano Rapisarda, presidente dell’associazione IdeAgorà.

Prendendo la parola, il presidente Veneroso ha esposto le finalità e le competenze della  CIIM:  “Un "network relazionale" tra le comunità d'affari italiane all'estero e l'imprenditoria nazionale, nato in seno al Ministero degli Esteri, con lo scopo di creare un legame tra l'imprenditoria nazionale e gli imprenditori italiani nel mondo con una sede centrale in Italia ed uffici esteri interamente gestiti e controllati da imprenditori e dirigenti italiani o di origine italiana”.
Rivolgendosi agli studenti, li ha spronati ad andare oltre le logiche provincialistiche, a  sentirsi parte di un mercato globale, nel quale i giovani italiani si sono sempre saputi ottimamente destreggiare.
L’approccio informale con cui Veneroso si è posto nei confronti dell’uditorio e la rilevanza delle tematiche trattate,  hanno stimolato l’interesse degli studenti i quali hanno dato vita ad un dibattito costruttivo e partecipato, scandito da diverse pertinenti domande a cui Veneroso ha risposto con puntualità e chiarezza.

Mediterranea Speciale Elezioni, oggi la prima puntata su Reggio TV

Mediterranea speciale elezioni è lo spazio che Rtv intende dedicare al rinnovo della carica del Magnifico della Mediterranea. Non è una riproposizione del programma che conoscete, ma si concentra esclusivamente su questo appuntamento elettorale.
Nella prima puntata tutto su come, chi, dove e quando si vota e chi sono i candidati.
Seguono i cinque incontri con i candidati a tu per tu in studio con Emanuela Martino. Un'analisi dei programmi e le prospettive della Mediterranea direttamente dai protagonisti della kermesse dell'otto giugno.
Il format andrà in onda alle 16.20, da lunedì 31 maggio a venerdì 4 giugno. 
Replica in coda al tg della notte (mezzanotte circa) e la mattina del giorno successivo la prima messa in onda intorno a mezzogiorno.

La prima puntata in onda oggi, in coda al Tg delle 14.00 di Reggio TV.


Emanuela Martino, giornalista reggina, si diploma giovanissima in  pianoforte al Conservatorio di Musica "F.Cilea"e si laurea in lettere  moderne  con una tesi in Storia della Musica alla Sapienza di Roma.
Ma  dal 2001, sbarcata alla redazione di Reggiotv, la sua unica "tastiera" diventa quella del pc. In forza alla redazione reggina di Calabria Ora  dagli albori del quotidiano calabrese, segue la cronaca  dell'università Mediterranea dal 2006. Oltre alla collaborazione con  il portale di informazione strill.it, alterna l'attività giornalistica  con quella di docente negli istituti superiori della provincia.
L'operatore di ripresa è Mimmo Guzzo, che già ha collaborato alla realizzazione di precedenti trasmissione dell'Ateneo.

Università nel territorio: Spring school in local development






Con la presentazione dei risultati nella piazza del Municipio di Africo, si è conclusa la quarta edizione dello stage residenziale “Università nel territorio” organizzato dal Laborest del Dipartimento PAU dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria con la collaborazione del Parco Nazionale dell’Aspromonte e dell’Associazione “I Chora” di Bova, stage residenziale che nella sua quarta edizione è stato presentato come “Spring school in local development”, un progetto formativo che ha puntato a trasferire metodologie di ricerca e conoscenze nell’ambito delle attività didattico-formative del Corso di Valutazione Economica di Piani e Progetti del prof. Edoardo Mollica inserito al secondo anno del Corso di Laurea Specialistica in Conservazione, Restauro e Valorizzazione dei Beni Architettonici e Ambientali. 
La “Spring School”, diretta dal prof. Mollica e coordinata dall’arch. Maurizio Malaspina, si è confermata nel suo svolgimento “modello efficace di trasferimento di conoscenze e metodologie di progettazione dei processi di sviluppo locale”, in quanto “scuola territoriale” alimentata dal territorio nella determinazione del quadro informativo e conoscitivo alla base del “momento” didattico, con numerose occasioni di confronto con la comunità di Africo funzionali a tracciare la mappa culturale identitaria del territorio.
Sotto tale aspetto uno dei momenti più significativi dell’esperienza formativa è stato il Forum “Per un progetto condiviso di valorizzazione di Africo Antico”, tenutosi mercoledì 19 maggio nella piazza del borgo abbandonato riportata per l’occasione agli antichi splendori da un intenso lavoro di volontari e operai AFOR. Al Forum hanno preso, oltre gli studenti della Spring School e i membri del Comitato “Aposcipo” che sta operando per la valorizzazione di Africo Antico, anche i relatori che nella mattinata avevano preso parte alle attività di approfondimento programmate presso la porta del Parco di Bova. Straordinaria in tal senso è stata la presenza ad Africo Antico del Prof. Luigi Lombardi Satriani, tra i più importanti antropologi del panorama accademico nazionale, della Prof.ssa Irmela Spelsberg, dell’Università Europea di Viadrina e membro dell’ICOMOS Germania, del prof. Prof. Andrzej Tomaszewski, membro dell’ICOMOS POLONIA. La natura, la memoria, il paesaggio culturale, l’identità, sono stati i temi al centro di un confronto che si è protratto fino a tarda serata e che ha permesso agli studenti, parte attiva del confronto, di testare l’importanza della consapevolezza nei processi di valorizzazione delle risorse territoriali. “Liberare dai rovi la memoria” è stata la missione condivisa emersa come processo di sintesi dal forum, che in tal senso ha rappresentato uno strumento efficace per l’abbattimento delle naturali barriere all’accesso dell’autentica identità locale.
Nella giornata di giovedì 20 maggio si sono aperte le “Attività laboratoriali per la definizione di proposte condivise per Africo Antico”, attività strutturate in 5 laboratori articolati in altrettanti ambiti tematici, ovvero: Cultura immateriale e identità (Laboratorio identità), Marketing e territorio (PromoLab), Contesto ambientale e paesaggistico (Lab. Fruizione e ambiente), Le nuove funzioni - il riuso compatibile (Lab. Rifunzione), Strumenti di partecipazione e governance (Lab. Governance), Soluzioni compatibili e innovative per l’intervento conservativo (Lab. Cantiere).
Nel pomeriggio si è invece tenuto il secondo ciclo di Approfondimenti e testimonianze con esperti. che hanno visto intervenire il Prof. Andrzej Tomaszewski, ICOMOS POLONIA, il Prof. Maurizio Di Stefano, Università Mediterranea di Reggio Calabria, ICOMOS ITALIA, il Prof. Roberto Banchini, Soprintendente Beni Architettonici e Ambientali di Reggio C. e Vibo V.
A seguire si è tenuta l’importante riunione del comitato tecnico-scientifico per la individuazione di siti meritevoli di segnalazione per la lista del patrimonio umanità dell’UNESCO, presieduto dal Prof. Edoardo Mollica, al quale è intervenuto tra gli altri l’Assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri, che ha raccolto la proposta di avviare un lavoro di ricognizione per la valutazione di siti da proporre per la candidatura UNESCO in Calabria e per “costruire una rete funzionale alla promozione, all’interno ed all’esterno della Calabria, dell’enorme patrimonio del quale si dispone, nei suoi diversi territori”. Ciò per arrivare finalmente in Calabria al riconoscimento per il primo sito UNESCO.
Le giornate di venerdì 21 maggio e di sabato 22 maggio, sono state funzionali all’elaborazione della proposta integrata in ambito laboratoriale, con la giornata di sabato che ha visto gli ultimi due incontri di approfondimento con il Prof. Giulio Mondini, del Politecnico di Torino e della Dott.ssa Giuseppina Volucello della Presidenza del Consiglio dei ministri, che hanno relazionato ai partecipanti rispettivamente sul piano di gestione e sull’importanza del cultural planning nei processi di sviluppo locale.
Infine la giornata conclusiva di domenica 23 maggio, tenutasi ad Africo, quando i partecipanti alla Spring school hanno presentato il risultato delle attività di laboratorio, lanciando le linee generali di proposta per la valorizzazione del sito di Africo Antico. L’asse portante della proposta, estremamente articolata sulla base dell’esigenza di intercettare i bisogni trasversali legati alla sostenibilità ambientale, alla rifunzionalizzazione compatibile, alla fruibilità del sito, al sistema di governance, all’organizzazione di cantiere degli interventi, alla valorizzazione dei caratteri identitari intangibili del territorio, ha previsto la creazione del Centro studi “Zanotti Bianco” sulla cultura identitaria dell’Aspromonte, una struttura del Parco che operi per la conoscenza, la diffusione e la valorizzazione della cultura immateriale dell’Aspromonte. Nell’ambito del progetto  strategico “Centro studi Zanotti Bianco del Parco”, Africo dovrebbe svolgere la funzione di “Borgo di esperienza” per quanto riguarda la sezione “Cognizioni e prassi relative alla natura e alla biodiversità dell’Aspromonte” (“Africo Antico, Borgo d’esperienza sulle cognizioni e prassi della natura e della biodiversità dell’Aspromonte”), con il borgo d’esperienza inteso come un luogo del territorio del Parco che per caratteristiche e specificità identitarie si configura come centro pilota per la sperimentazione e la diffusione di dinamiche valorizzanti del patrimonio culturale immateriale.
Lo studio elaborato nell’ambito della Spring School ha destato particolare interesse nella comunità di Africo, nell’Amministrazione comunale di Africo e nel Parco, con il Presidente Leo Autelitano che ha concluso la serata esaltando il valore aggiunto che la territorializzazione della formazione accademica e della ricerca scientifica, proposta con successo in questi anni dal modello “Università nel territorio” del Laborest diretto dal Prof. Edoardo Mollica,  possono giocare nei processi di sviluppo locale, trovando una progettualità di sbocco efficace e funzionale ai reali bisogni del territorio.

venerdì 14 maggio 2010

...e dacci il nostro rischio quotidiano



I Corsi di Laurea in “Urbanistica” ed in “Scienze Economiche” dell’Università Mediterranea attraverso i rispettivi presidenti Enrico Costa e Massimiliano Ferrara, hanno preso l’iniziativa di promuovere una conferenza sul tema 
“Quale futuro per il Pianeta Terra ?”
affidandone la Relazione al prof. Jeffrey Schwartz, filosofo della scienza e paleontologo dell’University of Pittsburgh,  Pennsylvania, e presidente della prestigiosa “World Academy of Art and Science”, che annovera tra i "padri fondatori" Albert Einstein, Bertrand Russell e numerosi premi Nobel.



Una terra fragile, offesa dall'uomo che si illude di poter rimediare sempre e comunque ai propri danni. Secondo Jeffrey Schwartz, questa illusione di onnipotenza è pericolosa quanto falsa.

Risuonano nell'aula magna della Facoltà di Architettura nei toni gentili del traduttore, filtrate dalle slide e dalle luci soffuse. Ma sono parole ferme che descrivono scientificamente il futuro prossimo a cui andiamo incontro, a meno che...


Dai grandi cataclismi naturali, ai disastri delle piattaforme petrolifere, fino ai massi cadenti di Scilla. Eventi piccoli e grandi che ricordano la nostra relativa dimensione nell'universo e, prima ancora, nella piccola parte di Terra che abbiamo in affitto.



Design responsabile, la mostra

La Facoltà di Architettura della Mediterranea di Reggio Calabria ha organizzato per mercoledì 12 maggio dalle 9,30 un convegno sul ruolo sociale del design, intitolato Design responsabile.


L'iniziativa si colloca nel solco dell'approccio organico alle esigenze della società e del territorio che la Facoltà persegue da tempo: non solo formazione, ma anche interazione con la realtà sociale locale, in un processo direciproca valorizzazione e scambio di saperi.

L'insegnamento del design, in particolare, non va concepito come semplice trasferimento di competenze tecniche al servizio dell'industria, ma come linguaggio e mezzo espressivo che può, da una parte, attivare (recuperare) e integrare risorse sociali inutilizzate (e spesso marginalizzate), dall'altra, proiettare tali iniziative in uno scenario più ampio, che travalica la realtà locale e le inserisce nel contesto di cooperazione internazionale.




Il Convegno su Design responsabile ha in programma la testimonianza di Riccardo Varini, docente di Design industriale all'IUAV di Venezia e promotore di numerosi progetti di cooperazione in Italia e in realtà difficili quali l'Africa; l'intervento di Salvatore Politi, direttore della cooperativa sociale ASTU, di Carmine Quistelli e Flavia Martinelli. 


A supporto e dimostrazione del potenziale sociale del design, già a partire da martedì 11 maggio e fino a venerdì 14 maggio, la Facoltà di Architettura ospita, nel Foyer dell'Aula Magna, una mostra di prodotti di design realizzati dalla cooperativa sociale ASTU nell'ambito di un progetto coordinato da Varini.


La mostra è stata realizzata a costo zero, grazie all'inventiva e all'impegno degli studenti che hanno fatto ricorso a materiali recuperati e alla loro... fantasia.