Nell'Aula tesi della Facoltà di Architettura si è tenuta la conferenza stampa dei ricercatori della Facoltà in segno di adesione alla mobilitazione nazionale.
Al centro della protesta vi è l'indisponibilità quasi totale a ricoprire incarichi didattici nel prossimo anno accademico 2010-2011.
Attualmente il loro impegno didattico nella sola facoltà di Architettura è pari a 600 crediti formativi, circa il 50% del totale dei crediti dell'intera Facoltà.
Il 26 aprile hanno stilato un
documento in cui esprimono le ragioni della protesta e chiedono a docenti e studenti di aderire alla mobilitazione.
Il 19 maggio il
Consiglio di Facoltà dichiara il proprio appoggio e la propria condivisione alle azioni di protesta.
Di seguito riportiamo il testo del comunicato stampa redatto dai Ricercatori.
In linea con l’ampio fronte di dissenso sollevatosi in merito ai contenuti ed alle previsioni di intervento del DDL 1095 - Norme in materia di Università, di personale accademico, reclutamento e per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario – recentemente approvato dalla VII Commissione del Senato della Repubblica,
I Ricercatori della Facoltà di Architettura
dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria
condividendo forme e contenuti della mobilitazione in atto in tutti gli Atenei Italiani, aderendo allo stato di agitazione proclamato da tutte le organizzazioni nazionali della docenza universitaria, hanno depositato presso la Presidenza di Facoltà e presso tutte le Presidenze dei Corsi di Studio in essa attivati, le proprie dichiarazioni di indisponibilità alla copertura di incarichi didattici per l’Anno Accademico 2010/2011
Contestualmente
I Ricercatori della Facoltà di Architettura
dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria
considerato il DDL 1095, nella sua attuale forma, non consente il rilancio dell'Università pubblica come Istituzione strategica per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese, anche in funzione della mancanza di adeguati investimenti a copertura degli interventi previsti in merito alla qualità del Sistema Universitario
CHIEDONO
alle strutture di Governo della propria Facoltà e dell’intero ’Ateneo, una presa di posizione decisa e chiara, rispetto ai nodi irrisolti del DDL 1095 ed alle misure che l’intero corpo accademico, in questo frangente, ritiene di dover assumere per contribuire alla loro soluzione e
INVITANO
i Professori Ordinari, i Professori Associati, i Precari, gli Studenti ed il Personale T.A., a mobilitarsi, parimenti, contro un provvedimento che vuole trasformare unilateralmente il sistema universitario pubblico.