La Mediterranea ha invitato i sei candidati alla poltrona di Palazzo San Giorgio per un confronto su tre temi:
Reggio, città universitaria - ricerca e territorio - etica della legalità.
Dieci minuti a disposizione per illustrare le idee sull'Ateneo e poi le domande del pubblico. Daniele Colistra, delegato alla Comunicazione, ha brevemente spiegato lo spirito dell'iniziativa, seguito dai saluti del Rettore Massimo Giovannini che ha anticipato la richiesta, emersa dalle domande successive, di una maggiore sensibilità per l'Università Mediterranea.
A Manuela Martino, giornalista di CalabriaOra e ReggioTV il compito di moderare con la collaborazione di Andrea Iacono del Quotidiano. Entrambi seguono da anni il mondo universitario e il nostro ateneo in particolare.Rispettosi dei tempi e in ordine alfabetico, Demetrio Arena, Giuseppe Bova, Massimo Canale, Aldo De Caridi, Carlo Sbano, Giuseppe Siclari hanno presentato gli argomenti su ricerca, territorio, legalità e città universitaria ad un pubblico attento ma, come rilevato da Demetrio Arena, con una bassa percetuale di studenti.
Qualche scambio piu acceso tra Canale e Arena in tema di bilancio del Comune, ma un sostanziale equilibrio di toni ha caratterizzato l'incontro che si è protratto per oltre due ore senza esaurire le tante domande.
Infine, l'ultimo accorato appello del rettore ai candidati a operare scelte precise a favore della ricerca anche in presenza di pochi fondi, non disperdendo le risorse in mille rivoli. Ci vuole il coraggio delle scelte.
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| Video integrale dell'incontro a cura di Antonio Azzarà |



Secondo il mio modesto parere, la poca presenza di giovani è causata dalla sfiducia nei confronti della politica.
RispondiEliminaIo nemmeno sono riuscito a venire, purtroppo non bastano solo le parole di un convegno servono i fatti, c'è bisogno di gente seria e onesta di qualsiasi partito sia, ormai le ideologie di partito servono soltanto per la campagna elettorale... tutta propaganda e poi dove sono le istituzioni quando servono ....???? vi è una forte sfiducia verso la politica e lo si capisce anche da quanti andranno a votare complessivamente rispetto agli aventi diritto.
Vi è un bisogno di cambiamento radicale..non bisogna pensare al proprio interesse personale ma al bene della comunità, che è un valore più alto: "il bene di tutti" purtroppo da noi manca questa concezione ma non è solo colpa della politica, ma della gente che si disinteressa di ciò che dovrebbe stargli più a cuore solo così si può realmente cambiare la città nella quale si vive...è facile lamentarsi senza fare nulla come fanno in molti.....manca la cultura...la voglia di cambiare ormai, le persone sembrano rassegnate al loro destino e pensano che le cose non cambieranno mai, invece non è cosi bisogna credere nel proprio futuro sapere progettare cambiare la realtà incominciando dalle piccole cose fino alle piu grandi vi è bisogno forte di valori ... cosi si potrà aspirare a un progresso sociale, economico, culturale , naturalmente bisogna parlare riunirsi frequentare corsi , studiare, lo so sembrerà un sogno utopico ma c'è ancora molta gente che crede veramente in questa terra... soltanto che non è ascoltata i mezzi di comunicazione sono come bloccati...