martedì 31 maggio 2011

Consegnati i premi dedicati alla sindacalista Serenella Luciano





Alla presenza dei rappresentanti della Mediterranea, della FPCGIL, della CGIL e dei parenti di Serenella Lucisano, nell'aula A2 di Architettura, si è svolta la cerimonia di consegna della terza edizione del premio intitolato alla sindacalista scomparsa prematuramente nel 2005.


Il premio è nato dalla volontà dei dirigenti della FPCGIL di incentivare l’interesse degli studenti e dei giovani a produrre idee e proposte innovative, in un territorio in cui le problematiche del lavoro sono spesso legate ad un mancato sviluppo o a veri e propri problemi di legalità. Per questo è stato siglato nel 2007 un protocollo con l'Università Mediterranea.

E' riservato a laureati autori di tesi inerenti tematiche del lavoro e consiste in un contributo di 1.500 euro per ogni tesi di laurea, una per facoltà, selezionata a seguito di bando dalla commissione giudicatrice composta da docenti delle quattro facoltà della Mediterranea e da un componente della CGIL.



Nel suo commovente ricordo, Alessandra Baldari, motiva la scelta di destinare il premio ai giovani laureati nell'ambito della lotta che la CGIL persegue "per sostenere le politiche a sostegno dei giovani, dei precari che vivono in un presente incerto e con nessuna speranza di futuro, della cultura e con le battaglie contro la riforma della scuola e dell'Università che deprime e depriva di risorse l'officina in cui si costruisce il domani. So con certezza che se Serenella fosse qui combatterebbe oggi più di ieri".


Alfredo Garzi, segretario FPCGIL Nazionale, ha ricordato sia il sorriso che il coraggio di Serenella Lucisano, sottolineando che il premio è nato dalla sua stessa attività, con l'intento di coniugarla al lavoro delle nuove generazioni.


Oltre al fratello Antonio, è intervenuto il figlio Simone, studente della Mediterranea: "...del suo ingresso nella CGIL ricordo la gioia nell'aiutare gli altri con l'attività sindacale. Spero che il mondo del lavoro precario dei giovani cambi tenendo conto della dignità dell'uomo".


Il prof. Sandro Vitale, componente della Commissione giudicatrice, ha illustrato il lavoro svolto per l'assegnazione dei premi.


I giovani laureati premiati dalla commissione mista, CGIL e Mediterranea, sono:
• Manuela Bassetta;
• Fabio Giuseppe D’Ottavio;
• Antonino Nocera.




Di seguito riportiamo le motivazioni della commissione.


Manuela Bassetta si è laureata, con lode, in Architettura  nel dicembre 2008, discutendo una tesi dal titolo “L’isola possibile, turismo e immigrati: un progetto di turismo solidale” .

La tesi  affronta un tema brutale che da qualche anno sta scrivendo la storia del Mare Mediterraneo.
È composta da dieci tavole disegnate. Dieci tavole che percorrono un racconto, il racconto disegnato di luoghi geografici e paesaggi umani.
Il racconto è espresso in forma d’inchiesta in cui mappe, grafici e rilievi rappresentano le rotte dei migratori moderni. Queste mappe rendono palesi i luoghi di partenza, gli attraversamenti e le tappe, tutti elementi di una geografia complessa.
Le migrazioni si materializzano tra il sub-continente sahariano e la zolla europea in flussi monodirezionali, le cui tracce trovano nell’Isola di Lampedusa un terminale di percorso.
Flussi che vanno da sud a nord, flussi che lasciano tracce ben marcate, solchi di uomini e di storie. Questi flussi si incrociano ai flussi finanziari, ai flussi d’informazione, ai flussi del “turismo d’élite”, che invece vanno da nord a sud. 
Nelle carte disegnate il racconto prende forma nelle Mappe delle Geografie Perdute in cui si  evince come le strategie di globalizzazione superano i limiti della geografia, poiché si oltrepassano le condizioni di tempo e di spazio.
A queste si contrappongono le Mappe delle Geografie Difficili, le cui tracce incidono la superficie di terre e di mari. Le Mappe delle Geografie Difficili mostrano corridoi migratori tra punti fissi, località ben definite da antiche coordinate geografiche, elencano geografie di deportazioni e steccati di frontiera e materializzano i nuovi agglomerati di attesa.
L’Isola di Lampedusa è individuata come centro fisico dei due flussi che si incrociano ma non si incontrano, generando visioni opposte di uno stesso Luogo: non solo elemento geografico definito  ma anche luogo neutro determinato dalla sua condizione storica.
Sull’Isola si progettano i Luoghi Possibili. I bunker della Seconda Guerra Mondiale diventano i nodi di una rete di itinerari tematici, zone di contatto in cui arte, teatro, artigianato solidale sperimentano nuove forme e contenuti per una cultura di confine.
Il progetto promuove la scrittura dei Luoghi Neutri, dove movimenti digitali e umani diventano generatori di nuove libertà derivanti dalla dignità del lavoro.
Si pensano piattaforme virtuali con collegamenti di luoghi reali che, a distanze relative, aprono nuove opportunità al mercato del lavoro. 
Le piattaforme virtuali rappresentano interfacce di territori senza confine che consentono di accedere a paesi di accoglienza e a nuovi collocamenti e sono inserite in una rete diffusa, che mira a stabilire transiti per il lavoro.
I bunker avranno funzioni di Centri di Artigianato Solidale, Centri di Arte, Laboratori di Geografie d’Emergenza, Centri di Partenza Temporanea.
La tesi individua frammenti di luoghi, tra cui le aree abbandonate del meridione d’Italia, (ad esempio i casi di Riace e Badolato) e  progetta “flussi di immigrazione” rielaborati in un sistema che mette in relazione i dati di arrivo, le potenzialità lavorative dei singoli migranti, i dati di nuova partenza verso destinazioni continentali. 
La tesi fornisce un importante contributo sulla tematica del lavoro visto come nuova emergenza intercontinentale cui far fronte con progetti di complessità politica e civile. 

Fabio D’Ottavio ha conseguito la laurea triennale presso la Facoltà di Giurisprudenza, con votazione 101/110,  nel marzo 2009, discutendo una  tesi dal titolo “I poteri della rappresentanza sindacale unitaria nei luoghi di lavoro”.

La tesi affronta un tema centrale del diritto sindacale italiano. Il problema della rappresentanza sindacale rappresenta tuttora un nodo cruciale della regolazione del fenomeno collettivo ed è oggetto di studi approfonditi della dottrina giuslavorista.
La tesi del candidato, che si confronta con una tematica così impegnativa, ha il merito di addentrarsi nell’analisi del problema senza pretese di affrontare i nodi giuridici, ma con l’intento di illustrare alcune questioni particolarmente controverse a seguito della istituzione, ad opera del Protocollo Giugni-Ciampi del 23 luglio 1993, della rappresentanza sindacale unitaria.
La prima parte del lavoro è di natura storica. Il candidato ricostruisce sommariamente la complessa evoluzione delle forme e dei modelli di rappresentanza nei luoghi di lavoro a partire dal periodo “liberale”, agli inizi del secolo, e soprattutto dopo il periodo “corporativo”, con l’istituzione prima delle Commissioni Interne, disciplinate da vari Accordi Interconfederali, e successivamente delle Sezioni Sindacali.
Il limite di questa prima parte del lavoro, in cui pure si colgono accenni critici originali (v. ad esempio dove il candidato rileva il conflitto fra Commissioni Interne e sindacati), è la scarsa indicazione bibliografica.
Nel prosieguo del lavoro la tesi propone alcune considerazione sull’intervento legislativo del 1970.
Il candidato espone sommariamente, ma con sufficiente chiarezza, i caratteri della norma dello Statuto, senza tuttavia approfondire le principali questioni giuridiche.
La seconda parte, che costituisce del resto il fulcro del lavoro, desta invece maggiore interesse.
Il candidato esamina sia le ragioni che hanno indotto le parti sociali ad introdurre un nuovo modello di rappresentanza, sia i caratteri della nuova rappresentanza sindacale unitaria.
Le indicazioni bibliografiche si fanno più ricche e i riferimenti alla giurisprudenza maggiormente puntuali.
Il lavoro di tesi affronta, in particolare, i problemi più spinosi derivanti dalla disciplina della R.S.U. (una disciplina di tipo contrattuale e non legale), specialmente in ordine all’esercizio dei diritti sindacali in azienda, con particolare attenzione al diritto di assemblea, e al rapporto fra il singolo rappresentante e l’associazione a cui aderisce.
Il candidato individua con precisione, richiamando alcune fra le maggiori opere in thema, i nodi maggiormente critici: la mancata previsione di una esplicita regola maggioritaria per l’esercizio dei diritti sindacali; la ambiguità della clausola del “terzo riservato”, ossia del diritto delle Associazioni sindacali che hanno stipulato l’Accordo Interconfederale del 21 dicembre 1993 di designare un terzo dei membri della R.S.U in azienda; il conflitto fra principio elettivo e principio associativo.
Anche il commento della sentenza della Corte di Cassazione n. 1892 del 2005 appare pertinente.
Tutto ciò premesso, la Commissione ritiene che la tesi possa considerarsi un lavoro sufficientemente analitico e diligente.


Antonino Nocera si è laureato, con lode, presso la Facoltà di Ingegneria nel Luglio del 2009 discutendo una tesi dal titolo “Recommendation of reliable users, social networks and resources in a social internetworking system”.

In questa tesi egli propone un Sistema di Social Internetworking in grado di fornire svariate funzionalità innovative rispetto ai sistemi già esistenti e, in particolare, di suggerire utenti affidabili, nonché social network e risorse utili, agli utenti ad esso registrati. A tal fine, il sistema proposto calcola i vari livelli di affidabilità degli attori coinvolti, e propone, a ciascun utente, gli utenti e le social network a cui è associato il più alto valore di affidabilità. Infine, esso è in grado di calcolare un parametro che rappresenta la qualità associata a ciascuna risorsa. A tale scopo considera le valutazioni che sono state date ad essa dagli utenti e l’affidabilità di questi ultimi. Questo nuovo parametro può essere combinato con il punteggio assegnato alla stessa risorsa da un Recommender System generico in modo da migliorare la capacità di quest’ultimo di trovare risorse utili e affidabili all’interno di un Sistema di Social Internetworking.
Il Sistema  appare di indubbio interesse dal lato scientifico; dal confronto con altri sistemi scientifici correlati, precedentemente proposti in letteratura, si è potuto appurare come esso presenti una vasta gamma di proprietà interessanti (che non si ritrovano  in nessun altro sistema precedentemente proposto) e, al contempo, non presenti molti dei problemi che generalmente caratterizzano i Sistemi di Social Internetworking esistenti.  A riprova dell’interesse scientifico della soluzione proposta c’è da sottolineare che un estratto della tesi del Dott. Nocera dal titolo “Finding reliable users and social networks in a social internetworking system” è stato pubblicato negli atti del Congresso “International Database Engineering and Applications Symposium (IDEAS 2009)”, e un altro estratto dal titolo “Recommendation of reliable users, social networks and high-quality resources in a Social Internetworking System” è stato pubblicato  sulla rivista “AI Communication” che possiede un buon impact factor.
Questa ricerca contiene in sé i temi delle nuove imprenditorialità connesse al mondo del lavoro, dalle quali è impossibile prescindere nel terzo millennio. Nella società high-tech in cui tutti ci riconosciamo, e nella quale diventa parte privilegiata del vivere quotidiano proporre modalità e forme di lavoro fino ad oggi “alternative”, appare estremamente importante porsi in una corretta dimensione in cui la ricerca pura si pone in simbiosi con quella applicata. La tesi del Dott. Nocera riesce a compiere questa sintesi. Infatti, essa si colloca su un filone tecnologico in enorme espansione, strettamente correlato con le nuove modalità di lavoro in rete, proponendo soluzioni innovative ed efficienti rispetto agli attuali sistemi commerciali.
Inoltre, il contesto di riferimento e le soluzioni proposte sono compatibili con le direttive di svariati progetti di finanza agevolata a supporto dell’ICT. Per tali ragioni, coloro che, eventualmente, decidessero di investire sullo sviluppo, a livello industriale, del sistema potrebbero trarre grandi vantaggi sia dal punto di vista economico, che dal punto di vista della competitività in un settore molto promettente e di frontiera. La realizzazione di un sistema di ricerca applicata, come quello proposto in questa tesi, potrebbe, inoltre, agevolare la formazione di partenariati tra imprese, enti di ricerca, università e soggetti finanziari per sviluppare prodotti e servizi ad alto contenuto innovativo in un’importante area strategica.

venerdì 6 maggio 2011

La Mediterranea nel mio programma

4 maggio - incontro in Aula Magna con i candidati alla carica di sindaco di Reggio Calabria



La Mediterranea ha invitato i sei candidati alla poltrona di Palazzo San Giorgio per un confronto su tre temi:
Reggio, città universitaria -  ricerca e territorio -  etica della legalità.
    Dieci minuti a disposizione per illustrare le idee sull'Ateneo e poi le domande del pubblico. Daniele Colistra, delegato alla Comunicazione, ha brevemente spiegato lo spirito dell'iniziativa, seguito dai saluti del Rettore Massimo Giovannini che ha anticipato la richiesta, emersa dalle domande successive, di una maggiore sensibilità per l'Università Mediterranea.
A Manuela Martino, giornalista di CalabriaOra e ReggioTV il compito di moderare con la collaborazione di Andrea Iacono del Quotidiano. Entrambi seguono da anni il mondo universitario e il nostro ateneo in particolare.
Rispettosi dei tempi e in ordine alfabetico, Demetrio Arena, Giuseppe Bova, Massimo Canale, Aldo De Caridi, Carlo Sbano, Giuseppe Siclari hanno presentato gli argomenti su ricerca, territorio, legalità e città universitaria ad un pubblico attento ma, come rilevato da Demetrio Arena, con una bassa percetuale di studenti.
Qualche scambio piu acceso tra Canale e Arena in tema di bilancio del Comune, ma un sostanziale equilibrio di toni ha caratterizzato l'incontro che si è protratto per oltre due ore senza esaurire le tante domande.


Infine, l'ultimo accorato appello del rettore ai candidati a operare scelte precise a favore della ricerca anche in presenza di pochi fondi, non disperdendo le risorse in mille rivoli. Ci vuole il coraggio delle scelte.

Video integrale dell'incontro
a cura di Antonio Azzarà